Telecamera posteriore
È il punto di partenza di quasi tutti gli impianti. Abbinata a un monitor con linee guida di manovra, mostra la distanza dall’ostacolo mentre il mezzo arretra.
Specchi e intuito bastano finché la piazzola è larga. In una piazzola stretta, fra un muretto, un albero basso e il paletto di un altro posto, gli angoli ciechi di un camper sono su tutti i lati: dietro, sui fianchi, vicino alle ruote. Installiamo telecamere, monitor e sensori che mostrano quelle zone mentre si manovra.
Il problema non è soltanto il posteriore. Su un mezzo di sei o sette metri, con una cellula più larga della cabina, le zone non coperte dagli specchi sono diverse e cambiano a seconda di come si gira il volante.
A questo si aggiunge il fatto che in manovra serve guardare in più direzioni insieme, e che spesso si manovra da soli, senza nessuno a terra che faccia da guida.
Si parte sempre dal mezzo: la configurazione cambia se il camper è un profilato, un mansardato o un motorhome, e se ha già un display in plancia.
È il punto di partenza di quasi tutti gli impianti. Abbinata a un monitor con linee guida di manovra, mostra la distanza dall’ostacolo mentre il mezzo arretra.
Coprono le svolte e gli angoli ciechi lungo la fiancata, compresa la zona delle ruote. Si possono richiamare a comando oppure far comparire in automatico con l’indicatore di direzione, dove l’impianto lo consente.
Hanno un otturatore che protegge la lente da sporco e detriti. Sono il tipo da valutare per i punti più esposti del mezzo, dove l’immagine si sporca in fretta.
Riconoscono la presenza di persone nell’inquadratura e avvisano il conducente. Si valutano quando il mezzo manovra anche dove passano pedoni, e non solo in piazzola.
Monitor dedicato da cruscotto, posizionato in modo da essere leggibile senza perdere di vista la strada. Mostra una telecamera alla volta oppure più riquadri insieme.
Rilevano gli ostacoli nelle manovre a bassa velocità e negli spazi ristretti, anche quelli che la telecamera inquadra male perché troppo bassi o troppo vicini.
Segnalazione acustica in cabina al rilevamento dell’ostacolo. Dove serve avvisare anche chi è fuori dal mezzo si aggiungono allarmi di retromarcia bbs-tek a suono bianco.
Le telecamere Brigade sono divise nelle gamme Elite, Select ed Essential, con la Elite destinata agli impieghi più gravosi. Per mezzi da lavoro e di cantiere la gamma comprende anche i radar Backsense: li valutiamo quando il mezzo viene usato anche in contesti di questo tipo.
Brigade distingue le telecamere per impiego, non soltanto per forma: il tipo si sceglie in base al punto di montaggio, a cosa deve coprire e a quanto quel punto è esposto ad acqua e sporco.
La gamma comprende inoltre le telecamere con otturatore e quelle AI descritte sopra, e le telecamere interne per l’abitacolo. Sulle immagini di catalogo questi tipi non si distinguono dagli altri: la differenza sta nella scheda del modello, che recuperiamo in fase di preventivo.
Backeye 360 non è una telecamera in più, è un sistema a sé. Quattro telecamere grandangolari vengono montate sui lati del mezzo, una per lato, in modo che i loro campi visivi coprano il perimetro. Una centralina riceve le quattro immagini e le unisce in una sola, che ricostruisce il mezzo visto dall’alto: il risultato è quello che si vedrebbe se ci fosse una telecamera sospesa sopra il camper.
Il vantaggio in manovra è che non serve passare da una vista all’altra per capire cosa c’è attorno: l’ingombro del mezzo e gli ostacoli vicini stanno nella stessa immagine. È la soluzione che proponiamo a chi manovra spesso in spazi stretti, fra piazzole delimitate, muretti e altri mezzi parcheggiati.
Da tenere presente che il sistema richiede la propria centralina, quindi va previsto in fase di configurazione e non si aggiunge a un impianto di telecamere separate come se fosse un canale in più.
Molti camper recenti hanno in plancia un display per la radio o per la navigazione, e spesso ha un ingresso video. Verificare se quell’ingresso esiste e cosa accetta è una delle prime cose che facciamo, perché cambia la configurazione e cambia il risultato.
Il display esistente evita di aggiungere uno schermo in plancia. Il monitor dedicato, però, è nato per questo impiego: può mostrare più telecamere contemporaneamente, gestisce le linee guida di manovra e non entra in conflitto con l’uso della radio o del navigatore. Dove l’impianto di bordo non è accessibile o la commutazione risulta incerta, il monitor dedicato resta la strada più affidabile.
| Aspetto | Monitor dedicato | Display del mezzo |
|---|---|---|
| Più telecamere insieme | Previsto | Dipende dal display |
| Linee guida di manovra | Gestite dal sistema | Da verificare caso per caso |
| Ingombro in plancia | Uno schermo in più | Nessuno |
| Uso insieme a radio e navigatore | Indipendente | Si alternano |
| Collegamento | Diretto al sistema telecamere | Richiede un ingresso video compatibile |
La parte visibile è la telecamera. Il lavoro vero sta nei cavi, nell’alimentazione e nelle prove finali.
Guardiamo il camper, decidiamo insieme quali punti vanno coperti e dove possono stare fisicamente le telecamere. Verifichiamo anche cosa è già presente a bordo e si può riutilizzare.
Si cercano i percorsi già esistenti: canaline, passaggi dell’impianto originale, gommini dei fari, intercapedini dei mobili. L’obiettivo è ridurre al minimo i fori nuovi e, dove un foro serve, farlo in un punto protetto e sigillarlo.
Definiamo da quale linea prende corrente il sistema e con quali protezioni, tenendo conto che su un camper la batteria di servizio è una risorsa limitata. È anche il momento in cui si decide cosa deve restare attivo a mezzo spento e cosa no.
Il collegamento al segnale di retromarcia fa comparire da sola l’immagine posteriore quando si innesta la marcia indietro, e la fa sparire quando si riparte. Le altre viste restano richiamabili a comando.
Ogni telecamera viene puntata sul mezzo fermo, controllando a monitor cosa entra nell’immagine. È il passaggio che fa la differenza fra un impianto utile e uno che inquadra il cielo.
Si prova il sistema manovrando davvero: retromarcia, accostamento, curva stretta, ostacolo basso. Si verificano commutazioni, avvisi dei sensori e leggibilità del monitor con la luce del giorno. Se qualcosa non convince, si corregge prima della consegna.
La manovra è una parte dell’impianto: le stesse telecamere possono essere collegate a un registratore.
Registratore con 4G e GPS, app sullo smartphone e avvisi quando il mezzo si muove.
Scopri di piùIl kit di telecamere, registratore e display, con installazione presso il nostro partner.
Scopri di piùLa configurazione che prepariamo noi, con i componenti già abbinati.
Scopri di piùSì, è la situazione più comune. Non serve che il mezzo sia predisposto: l’impianto si aggiunge a quello esistente, sfruttando dove possibile i passaggi dei cavi e le linee di alimentazione già presenti.
Si cerca sempre di evitarlo. Prima di tutto verifichiamo i passaggi esistenti, i gommini originali e le intercapedini dei mobili. Quando un foro è inevitabile lo facciamo in un punto protetto e lo sigilliamo, e ne parliamo prima di procedere: nessun intervento sulla scocca viene deciso senza averlo concordato.
Sono due dei motivi principali per cui conviene una telecamera. Entrambi allungano il mezzo e sottraggono visibilità dagli specchi: la posizione della telecamera posteriore si sceglie tenendo conto dell’ingombro, in modo che l’immagine resti utile anche con il portabici carico. Nei casi in cui il portabici copre il punto di montaggio naturale si valuta una seconda posizione o una telecamera aggiuntiva.
Le telecamere per uso veicolare sono previste per lavorare anche con poca luce, e nelle piazzole in genere qualche fonte di illuminazione c’è sempre. In condizioni di buio completo la resa dipende dal modello scelto: lo verifichiamo in fase di configurazione e, dove l’immagine da sola non basta, i sensori a ultrasuoni continuano a segnalare gli ostacoli indipendentemente dalla luce.
Meglio poche ben posizionate che molte messe a caso. Si parte quasi sempre dalla posteriore, poi si valuta la fiancata destra. I registratori Brigade sono a 8 canali, quindi lo spazio per aggiungerne resta disponibile anche in seguito.
Con il camper davanti si capisce in pochi minuti quali inquadrature servono davvero e dove possono stare le telecamere.