Piazza Europa 1, Pizzighettone (CR) Negozio: Mar–Ven 9–12 / 16–19 0372 743012 info@rbservice.net Shop online Assistenza remota
BeIndustry IO

Il traduttore fra le vostre macchine e i vostri software

Ogni macchina parla la lingua che le ha dato il costruttore. BeIndustry IO le ascolta tutte e le riscrive in un solo linguaggio standard, l’OPC UA, che MES, SCADA e gestionali sanno leggere senza adattamenti su misura.

Spieghiamolo senza tecnicismi

Un reparto con dieci macchine di costruttori diversi è una sala riunioni in cui si parlano dieci lingue. Si possono affiancare dieci interpreti, uno per ciascuno, e ripetere l’operazione a ogni nuovo arrivo; oppure se ne può inserire uno solo, che le comprende tutte e riporta tutto in italiano.

In un reparto succede la stessa cosa. Un tornio Fanuc parla FOCAS, un impianto con PLC Siemens parla S7 Profinet, un laser esporta un file di testo a fine ciclo, un dispositivo recente pubblica su MQTT. Ogni software che vuole quei dati deve imparare tutte queste lingue: costa tempo, costa manutenzione e va rivisto ogni volta che si aggiunge una macchina.

BeIndustry IO è l’interprete unico. Si collega alle macchine con il protocollo che ciascuna usa e ne espone i dati in un’unica forma standard, l’OPC UA. Da quel momento chi deve leggere la produzione — il MES, uno SCADA, il gestionale, un cruscotto di direzione — ha davanti una sola interfaccia, sempre uguale.

Logo del protocollo di messaggistica MQTT
In ingresso: MQTT è uno dei protocolli che BeIndustry IO ascolta, insieme a FOCAS, S7 Profinet, API REST e ai file esportati dalle macchine.
Logo dello standard di comunicazione industriale OPC UA
In uscita: sempre e solo OPC UA, lo standard aperto che i software a valle sanno già leggere.

Da molti protocolli a uno solo

A monte c’è la varietà del reparto reale: marche diverse, anni diversi, controlli diversi. A valle c’è un unico punto di accesso ai dati, documentato e stabile nel tempo.

È questa la differenza fra un’integrazione che regge e una che va rifatta a ogni acquisto di macchina.

Schema dell’architettura: a sinistra le macchine con i rispettivi protocolli, al centro lo strato di conversione, a destra un unico standard comune letto dai software a valle
A monte i protocolli del reparto reale, a valle un unico punto di accesso ai dati.

Quando conviene

Non è un componente utile in ogni impianto: ha senso nelle situazioni elencate qui sotto.

Avete già un MES di terze parti

Il vostro sistema è già scelto e non volete cambiarlo. BeIndustry IO si occupa solo del campo: raccoglie dalle macchine e presenta i dati in OPC UA, che il vostro MES sa già leggere.

Parco macchine molto eterogeneo

Cinque marche, tre generazioni di controlli, un paio di impianti speciali. Un solo strato di conversione è più economico e più manutenibile di tante integrazioni separate.

Volete più sistemi sugli stessi dati

MES, SCADA di reparto, cruscotti direzionali e gestionale possono attingere alla stessa sorgente, senza duplicare le letture sulle macchine.

Non volete vincolarvi a un fornitore

OPC UA è uno standard aperto e diffuso. Il lavoro di interconnessione resta valido anche se un domani cambiate software gestionale o MES.

Aggiungete macchine spesso

Ogni nuova macchina si collega allo strato di conversione: a valle non cambia nulla, non si rimette mano alle integrazioni già funzionanti.

Convivono impianti nuovi e datati

Le macchine senza interfaccia digitale entrano tramite PLC e centraline Raptor e, da lì in poi, sono indistinguibili dalle altre per i software a valle.

In pratica

Cosa vede il vostro reparto IT

Un server OPC UA con una struttura dati chiara: un nodo per macchina, sotto ciascuno le variabili disponibili (stato, conteggi, allarmi, programma in esecuzione, misure). La mappatura viene concordata e documentata insieme a voi.

Non è una scatola nera: chi in azienda si occupa di sistemi deve poter capire cosa c’è dentro, e poterlo verificare in autonomia.

  • Ingressi FOCAS, OPC UA, MQTT, S7 Profinet, API REST, Mitsubishi, file CSV/XML/TXT
  • Uscita Server OPC UA standard
  • Consumatori tipici MES, SCADA, ERP, cruscotti e strumenti di analisi
  • Macchine datate Ingresso da PLC o centralina RB Raptor IT
  • Documentazione Mappa dei nodi e delle variabili per ogni macchina
  • Installazione A cura nostra, con collaudo su dati reali

Si può installare anche da solo

È un caso frequente: un’azienda ha già il proprio MES o il proprio SCADA e ha solo bisogno che le macchine forniscano dati puliti e coerenti. In quel caso facciamo l’interconnessione, installiamo lo strato di conversione, consegniamo la documentazione e ci fermiamo lì. Il resto lo fa il vostro sistema.

Domande frequenti

Che cos’è esattamente OPC UA?

È uno standard industriale per lo scambio di dati fra macchine e software, indipendente dal costruttore. Definisce come i dati vengono descritti, letti e protetti: è il motivo per cui viene usato come lingua comune di fabbrica.

Serve anche se usiamo BeIndustry MES?

Non sempre: il MES può collegarsi direttamente alle macchine. Lo strato di conversione conviene quando i protocolli sono molti, quando più sistemi devono leggere gli stessi dati o quando si vuole restare aperti a software futuri.

I dati possono anche tornare verso la macchina?

OPC UA gestisce comunicazioni bidirezionali. Che cosa sia sensato e sicuro scrivere verso un impianto si valuta caso per caso, con voi e con chi ne cura la sicurezza: sulla scrittura andiamo sempre per gradi.

Chi mantiene la configurazione nel tempo?

Ce ne occupiamo noi, con assistenza da remoto e interventi in sede. La mappa dei dati resta comunque vostra e documentata, così non siete legati a nessuno per capire come è fatto il vostro impianto.

Un solo linguaggio per tutto il reparto

Indicateci quali macchine avete e quali software devono leggerle: vi diciamo se lo strato di conversione vi serve o se potete farne a meno.