Avete già un MES di terze parti
Il vostro sistema è già scelto e non volete cambiarlo. BeIndustry IO si occupa solo del campo: raccoglie dalle macchine e presenta i dati in OPC UA, che il vostro MES sa già leggere.
Ogni macchina parla la lingua che le ha dato il costruttore. BeIndustry IO le ascolta tutte e le riscrive in un solo linguaggio standard, l’OPC UA, che MES, SCADA e gestionali sanno leggere senza adattamenti su misura.
Un reparto con dieci macchine di costruttori diversi è una sala riunioni in cui si parlano dieci lingue. Si possono affiancare dieci interpreti, uno per ciascuno, e ripetere l’operazione a ogni nuovo arrivo; oppure se ne può inserire uno solo, che le comprende tutte e riporta tutto in italiano.
In un reparto succede la stessa cosa. Un tornio Fanuc parla FOCAS, un impianto con PLC Siemens parla S7 Profinet, un laser esporta un file di testo a fine ciclo, un dispositivo recente pubblica su MQTT. Ogni software che vuole quei dati deve imparare tutte queste lingue: costa tempo, costa manutenzione e va rivisto ogni volta che si aggiunge una macchina.
BeIndustry IO è l’interprete unico. Si collega alle macchine con il protocollo che ciascuna usa e ne espone i dati in un’unica forma standard, l’OPC UA. Da quel momento chi deve leggere la produzione — il MES, uno SCADA, il gestionale, un cruscotto di direzione — ha davanti una sola interfaccia, sempre uguale.
A monte c’è la varietà del reparto reale: marche diverse, anni diversi, controlli diversi. A valle c’è un unico punto di accesso ai dati, documentato e stabile nel tempo.
È questa la differenza fra un’integrazione che regge e una che va rifatta a ogni acquisto di macchina.
Non è un componente utile in ogni impianto: ha senso nelle situazioni elencate qui sotto.
Il vostro sistema è già scelto e non volete cambiarlo. BeIndustry IO si occupa solo del campo: raccoglie dalle macchine e presenta i dati in OPC UA, che il vostro MES sa già leggere.
Cinque marche, tre generazioni di controlli, un paio di impianti speciali. Un solo strato di conversione è più economico e più manutenibile di tante integrazioni separate.
MES, SCADA di reparto, cruscotti direzionali e gestionale possono attingere alla stessa sorgente, senza duplicare le letture sulle macchine.
OPC UA è uno standard aperto e diffuso. Il lavoro di interconnessione resta valido anche se un domani cambiate software gestionale o MES.
Ogni nuova macchina si collega allo strato di conversione: a valle non cambia nulla, non si rimette mano alle integrazioni già funzionanti.
Le macchine senza interfaccia digitale entrano tramite PLC e centraline Raptor e, da lì in poi, sono indistinguibili dalle altre per i software a valle.
Un server OPC UA con una struttura dati chiara: un nodo per macchina, sotto ciascuno le variabili disponibili (stato, conteggi, allarmi, programma in esecuzione, misure). La mappatura viene concordata e documentata insieme a voi.
Non è una scatola nera: chi in azienda si occupa di sistemi deve poter capire cosa c’è dentro, e poterlo verificare in autonomia.
È un caso frequente: un’azienda ha già il proprio MES o il proprio SCADA e ha solo bisogno che le macchine forniscano dati puliti e coerenti. In quel caso facciamo l’interconnessione, installiamo lo strato di conversione, consegniamo la documentazione e ci fermiamo lì. Il resto lo fa il vostro sistema.
È uno standard industriale per lo scambio di dati fra macchine e software, indipendente dal costruttore. Definisce come i dati vengono descritti, letti e protetti: è il motivo per cui viene usato come lingua comune di fabbrica.
Non sempre: il MES può collegarsi direttamente alle macchine. Lo strato di conversione conviene quando i protocolli sono molti, quando più sistemi devono leggere gli stessi dati o quando si vuole restare aperti a software futuri.
OPC UA gestisce comunicazioni bidirezionali. Che cosa sia sensato e sicuro scrivere verso un impianto si valuta caso per caso, con voi e con chi ne cura la sicurezza: sulla scrittura andiamo sempre per gradi.
Ce ne occupiamo noi, con assistenza da remoto e interventi in sede. La mappa dei dati resta comunque vostra e documentata, così non siete legati a nessuno per capire come è fatto il vostro impianto.
Indicateci quali macchine avete e quali software devono leggerle: vi diciamo se lo strato di conversione vi serve o se potete farne a meno.