Energia e batterie
Stato di carica, produzione dei pannelli, assorbimenti misurati invece che stimati. Dove i componenti lo consentono, i carichi meno importanti si spengono sotto una soglia stabilita.
A bordo l’energia è limitata e ogni consumo conta: la domotica serve a vedere cosa sta succedendo e a intervenire. Batterie, luci, riscaldamento e serbatoi in un unico quadro, leggibile da un display o dal telefono. Le piattaforme che installiamo sono tre — Home Assistant, Shelly e Loxone — e la scelta dipende dal mezzo, dall’impianto esistente e dal budget.
Questa parte non dipende dalla piattaforma: le funzioni qui sotto si realizzano con tutte e tre, con differenze nel modo di installarle e nel grado di integrazione.
Stato di carica, produzione dei pannelli, assorbimenti misurati invece che stimati. Dove i componenti lo consentono, i carichi meno importanti si spengono sotto una soglia stabilita.
Luci interne ed esterne regolabili, accensioni per zona e scenari per la sera, per la notte e per il rientro al buio.
Temperatura per fascia oraria, avvio programmato prima del rientro, spegnimento all’apertura di una finestra dove un contatto lo segnala.
Acqua chiara, acque grigie, gas: dove ci sono sonde di livello i valori restano leggibili e l’avviso arriva prima del problema.
Sensori su porte e gavoni, allarme, luci che simulano la presenza, notifica sul telefono se qualcosa si muove a mezzo incustodito.
Ogni piattaforma ha la propria app e, dove serve, un comando a display in cabina. I comandi manuali restano sempre disponibili.
Non esiste un sistema giusto per tutti i veicoli. Qui sotto che cosa distingue le tre soluzioni che proponiamo, con i rispettivi limiti dichiarati.
Software libero su un piccolo computer installato a bordo: dialoga con apparecchi di marche molto diverse e non comporta costi di licenza. In cambio richiede configurazione e qualcuno che lo mantenga nel tempo, aggiornamenti compresi. Adatto quando a bordo devono convivere dispositivi di produttori differenti.
Moduli wi-fi compatti da inserire dietro gli interruttori o nel quadro: si aggiungono all’impianto esistente poco per volta, con spesa contenuta, e si comandano da app. Dipendono dalla rete wi-fi di bordo e ogni modulo svolge una funzione sola. Adatti a chi vuole partire con due o tre automatismi.
Sistema cablato con un unico programma, interfacce fisiche a bordo e grande affidabilità nel tempo: è la soluzione più strutturata delle tre. Costa di più e conviene deciderla prima, idealmente in fase di allestimento. Adatta a mezzi importanti e ad allestimenti su misura.
| Che cosa cambia | Home Assistant | Shelly | Loxone |
|---|---|---|---|
| Come si installa | Mini computer a bordo, collegato agli apparecchi già presenti | Moduli dietro gli interruttori o dentro il quadro | Centralina ed estensioni nel quadro, con cablaggio dedicato |
| Serve cablaggio dedicato | Dipende dagli apparecchi da collegare | Poco: si sfrutta l’impianto esistente | Sì, fa parte del progetto |
| Dipende dal wi-fi di bordo | Solo per i dispositivi senza filo | Sì, i moduli si comandano in rete | No, i collegamenti sono via cavo |
| Funziona senza internet | Sì, le logiche girano a bordo | Sì in rete locale; alcune funzioni dell’app passano dal servizio del produttore | Sì, le logiche girano sulla centralina |
| Si amplia nel tempo | Sì, aggiungendo integrazioni | Sì, un modulo alla volta | Sì, nei limiti previsti dal quadro e dal cablaggio |
| Chi lo mantiene | Va seguito nel tempo: configurazione e aggiornamenti, nostri o di chi è a bordo | Gestione semplice dall’app, manutenzione ridotta | Programma a nostra cura, con modifiche anche da remoto |
| Quando conviene | Per integrare apparecchi di marche diverse in una sola schermata | Per iniziare da pochi automatismi, senza rifare l’impianto | Per mezzi importanti e allestimenti decisi a monte |
Un veicolo non è una casa: spazio, alimentazione e vibrazioni cambiano le regole. Per questo partiamo sempre guardando il camper, non il catalogo.
Capiamo com’è fatto l’impianto attuale, che spazio c’è per la centralina e quali componenti si possono riutilizzare.
Home Assistant, Shelly o Loxone: la decisione nasce dal mezzo, da quanto si vuole automatizzare e dal budget, non da una preferenza a priori.
Configuriamo moduli, centralina e logiche in laboratorio, così il tempo di fermo del mezzo si riduce al minimo.
Montaggio, cablaggio e collaudo. Poi spieghiamo tutto con il camper davanti, non a parole.
Modifiche, aggiunte e assistenza anche a distanza: dove la piattaforma lo permette, interveniamo sulla configurazione da remoto.
Una premessa onesta. Ogni camper è diverso e non tutti gli impianti si prestano allo stesso modo. Prima di proporre qualcosa guardiamo il mezzo e diciamo con chiarezza cosa si può fare, cosa conviene lasciare com’è e cosa non ha senso toccare.
In negozio seguiamo da tempo chi viaggia in camper: telecamere, registratori e monitoraggio del veicolo. L’automazione si aggiunge a quel lavoro. Per gli impianti fissi c’è invece la sezione Loxone del sito.
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Vai al reparto camperChi vuole lo stesso sistema anche fra le mura di casa trova qui luci, clima, tapparelle e sicurezza.
Scopri Loxone per la casaIn parte sì, e succede spesso: Home Assistant può raccogliere in una sola schermata moduli Shelly già installati a bordo. Loxone conviene invece tenerlo come sistema principale, perché è cablato e lavora meglio con le logiche nella sua centralina. Quale combinazione abbia senso lo diciamo dopo aver visto il mezzo.
Nella maggior parte dei casi sì. Su un mezzo già allestito si parte in genere dai moduli Shelly o da Home Assistant, perché richiedono meno interventi sul cablaggio. Loxone su un camper finito è possibile, ma va valutato caso per caso in sopralluogo.
No per gli automatismi: con tutte e tre le piattaforme le logiche girano sul mezzo. La connessione serve per guardare e comandare il camper a distanza; con i moduli Shelly alcune funzioni dell’app si appoggiano al servizio del produttore.
Dipende dalla soluzione, e vale la pena saperlo prima. I moduli Shelly si smontano e si riutilizzano con poco lavoro; Home Assistant si sposta con il suo mini computer e, in buona parte, con la configurazione. Un impianto cablato Loxone resta legato al veicolo: si recupera la centralina, non il cablaggio.
No. Progettiamo l’impianto in modo che i comandi essenziali restino utilizzabili anche a sistema spento. È una regola che vale per le case e a maggior ragione per un mezzo che viaggia.
Sì, come qualunque apparecchio sempre alimentato: un mini computer assorbe più di un singolo modulo wi-fi e ogni centralina ha un assorbimento proprio, dichiarato dal costruttore. Quanto incida sul bilancio di bordo lo valutiamo prima di installare, non dopo.
Weekend, viaggi lunghi, lavoro itinerante: le esigenze cambiano parecchio. Da lì capiamo cosa vale la pena automatizzare e con quale sistema.